Studio + Mindfulness
Per bambini e ragazzi, dalle elementari alle superiori: attenzione, agitazione e capacità di tornare al compito.
Percorsi di Mindfulness per aiutare bambini e ragazzi a conoscere le emozioni, sviluppare attenzione e affrontare la scuola con più fiducia.
Parliamone
Vedere un figlio in difficoltà mette addosso una preoccupazione difficile da spiegare. Qui non servono formule miracolose: servono pazienza, ascolto e un linguaggio che possa sentire suo.
Non chiedo a un bambino di stare immobile e non pensare. La pratica può iniziare da un movimento, da un gioco, da un respiro o da qualcosa che sente nel corpo.
Con i ragazzi più grandi le pratiche diventano brevi e concrete: un modo per tornare allo studio, riconoscere l’agitazione prima di una verifica o dare un nome a ciò che stanno provando.
Una struttura chiara, abbastanza flessibile da seguire le persone.
Età, carattere e contesto cambiano il modo in cui costruiamo l’incontro.
Movimento, respiro e percezioni rendono la consapevolezza concreta.
Pochi concetti, esperienza diretta e un linguaggio che possano sentire loro.
Studio, verifiche ed emozioni diventano occasioni in cui usare gli strumenti.
Il rapporto con genitori e scuola viene definito in modo adatto alla situazione.

Con i più piccoli lavoriamo attraverso gioco e movimento. Con i ragazzi più grandi usiamo pratiche brevi da applicare prima di una verifica o in un momento intenso.
Ogni incontro lascia uno strumento concreto, semplice da rifare anche a casa. Lavoro anche nelle scuole, insieme a insegnanti e istituti.
Conosci il mio approccioUn respiro prima di una verifica. Un modo per riconoscere quando l’agitazione sta salendo. Un gesto per tornare al compito. Ogni incontro lascia qualcosa di semplice da rifare anche a casa.
La stessa attenzione prende forme diverse a seconda di chi chiede aiuto.
Per bambini e ragazzi, dalle elementari alle superiori: attenzione, agitazione e capacità di tornare al compito.
Un accompagnamento adattato all’età e, quando è utile, condiviso con i genitori.
Progetti costruiti con istituti e insegnanti in base a età, classi e obiettivi educativi.
Dare un nome alle emozioni senza viverle subito come qualcosa di sbagliato.
Allenare l’attenzione come una capacità che si può riportare al compito.
Diventare più familiari con respiro, corpo e segnali di agitazione.
Capire che distrarsi non significa non essere capaci: si può imparare a tornare.
La prima consulenza serve anche a questo: chiarire con calma ogni dubbio.
L’approccio cambia con l’età: per i più piccoli si lavora attraverso il gioco.
No. Non sostituisce un percorso psicologico; lavora su attenzione, respiro e consapevolezza emotiva.
Dipende dall’età e da ciò che funziona meglio: ne parliamo insieme.
Una consulenza gratuita per raccontarmi cosa stai osservando e capire insieme se posso essere utile.